Il rapporto ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) presentato ieri alla camera ha evidenziato come lo sviluppo della formazione tecnico-professionale abbia continuato a registrare un incremento nel periodo 2010/2011, in controtendenza con i fenomeni di licealizzazione che avevano caratterizzato l’ultimo decennio. Gli iscritti agli istituti professionali sono aumentati dell’1,5%, agli istituti tecnici dello 0,4% ed ai licei sono diminuiti dell’1,9%. Il rapporto ha evidenziato anche il riuscito innesto della filiera formativa dei percorsi triennali d’istruzione e formazione professionale, che ha visto aumentare di 7 volte il numero degli studenti in 7 anni. Gli iscritti dell’anno formativo 2010/2011 hanno superato le 179 mila unità.

Studiare non paga abbastanza

La scelta degli studi professionali è legata anche al mancato riconoscimento del valore degli studi in ambito lavorativo. “In Europa le retribuzioni dei lavoratori con istruzione terziaria superano del 48,3% quelle dei lavoratori con istruzione secondaria, mentre in Italia tale valore si ferma al 36,2%. Insomma studiare paga ma in Italia paga meno”, conclude il rapporto.

Il tasso di conseguimento del diploma di maturità è superiore al 70%. Due terzi dei maturi prosegue il percorso di studi iscrivendosi all’università. Ma rispetto agli altri paesi europei l’Italia continua ad avere il livello d’istruzione secondaria più basso: solo il 56% della popolazione adulta contro il 73,2,% della media UE. ”Tra le criticità va segnalato anche un tasso di dispersione dei giovani 18-24enni ancora alto: il 18,2% contro il 13,3% della media UE”.