Evasori e furbetti dell’Isee sottraggono ogni anno alle famiglie oneste 2 miliardi euro, circa il 20% dei servizi erogati con l’Indicatore della situazione economica equivalente, come gli l’asili nido. È quanto emerge da una ricerca di Lef, l’Associazione per la legalità e l’equità fiscale, presentata al Cnel, sui primi 15 anni di attuazione dello strumento. Con un’evasione di 10 mila euro si ottiene un vantaggio fino al 70% rispetto a chi, nella stessa situazione, dichiara tutto.

Anche piccole evasioni, secondo il centro studi Lef, riescono ad alterare significativamente le graduatorie per l’accesso ai servizi. Una famiglia con due figli minori, reddito di 31.600 euro, abitazione propria e patrimonio mobiliare di 8 mila euro, con un’evasione di 1.000 euro ha un vantaggio illegale del 4%, che sale al 17% con un’evasione di 5 mila euro, al 34% con un’evasione di 10 mila euro e raggiunge il 68% con un’evasione di 20 mila euro.

In questo contesto, secondo l’associazione, «il nuovo Isee cerca di dare una risposta alle principali criticità» dello strumento e «differenzia in modo più equo i valori assoluti dell’indicatore sia al crescere delle componenti reddituali e patrimoniali che dei soggetti appartenenti al nucleo familiare» ma il risultato rimane “inquinato” da fattori come l’evasione fiscale o nei dati autodichiarati.