Il ministro Tremonti parla della semplificazione delle tasse e dell’introduzione di soli tre scaglioni di IRPEF al fine di facilitare la riscossione dei tributi.

Vediamo cos’è l’Irpef, cosa tassa e quali sono le novità previste nella manovra d’estate. In questi giorni si parla della riduzione a tre degli scaglioni dell’Irpef, un pacchetto inserito nella manovra finanziaria che dovrebbe semplificare la riscossione delle tasse.

Nella riforma Tremonti, ancora all’esame del Parlamento, si parla anche del passaggio a soli cinque tributi statali, che sarebbero le imposte sui redditi, quelle sul valore aggiunto, la tassa sui servizi e le accise.

Dopodiché si menzionano i tre scaglioni per la riscossione delle tasse sui redditi personali che saranno al 20, al 30 e al 40 per cento.

Il pacchetto Tremonti, stando a quanto pubblicato da giornali e agenzie, prevede anche una concentrazione dei regimi fiscali a tutto vantaggio dei giovani e soprattutto dei giovani imprenditori.

In più, nel tempo, è prevista una riduzione e poi l’eliminazione dell’Irap.

Ma torniamo per un attimo all’Irpef, spiegando un po’ meglio di cosa si tratta: l’acronimo IRPEF sta per Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche ed è stata introdotta nel 1986 dal Testo unico delle imposte sui Redditi.

Questa gabella, tutta italiana, ha delle caratteristiche: è personale, è progressiva ed è generale. In pratica tassa con una percentuale definita, delle classi di reddito.

Fino ad ora, ad esempio, chi non ha oltrepassato i 15 mila euro di imponibile in dichiarazione dei redditi, ha dovuto pagare un’IRPEF pari al 23 per cento.  

E l’aliquota aumenta in base ai guadagni. Il governo, vuole semplificare il calcolo della tassa introducendo soltanto tre scaglioni di IRPEF equivalenti ad altrettanti classi di reddito.