La manovra presentata dal Governo serve a rilanciare il paese e prevede una serie di interventi su alcuni indicatori che colpiscono i redditi e le proprietà degli italiani.La manovra vale 20 miliardi al netto e 30 al lordo. Valori che sono difficilmente comprensibili per l’italiano medio, interessato soprattutto a sapere quanto dovrà pagare in più ogni mese oppure ogni anno per dare il suo contributo.

Ecco allora che entrano in gioco Irpef, Irap, Imu e Iva. Sull’imposta sui redditi delle persone fisiche il governo ha fatto una sorpresa agli italiani: non saranno toccate le aliquote. All’inizio si pensava di far aumentare le quote dal 41 al 43 per cento per i redditi superiori a 55 e 75 mila euro. Poi è stato preferito aumentare l’addizionale Irpef dallo 0,9 all’1,23 per cento.

Sui capitali che rientrano dall’estero, invece, il governo propone una tassazione una tantum pari all’1,5 per cento delle somme rientrate per lo scudo fisale.

Torna alla grande anche l’Ici ma in una nuova veste. Si pagherà infatti l’imposta municipale unica che è calcolata allo 0,4 per cento. È prevista anche una detrazione di 200 euro ed una rivalutazione degli estimi del 60 per cento.