I tagli predisposti dal governo hanno lasciato leggermente nel caos i conti pubblici degli enti locali che adesso sono costretti a fare cassa con l’aumento degli addizionali. L’Irpef comunale, nel 2012, salirà dunque alle stelle. Ecco una breve ricognizione.

I comuni possono aumentare fino ad una certa quota l’Irpef richiesta ai contribuenti. Bene, ci sono alcuni capoluoghi che hanno calcato il piede sull’acceleratore chiedendo il massimo, per esempio Palermo, Catanzaro, Torino, Sassari ma anche Savona e Parma.

Il comune guidato dal grillino Pizzarotti, per esempio, deve rimettere ordine nel bilancio gravato da moltissimi debiti.

In altri comuni come Milano, Pavia, Cuneo, Ferrara o Cagliari, al contrario, si è pensato di definire l’imposta in base ai redditi dei cittadini ma ci sono anche dei comuni in controtendenza come Firenze, Empoli o Novare che invece hanno pensato di controbilanciare l’Irpef comunale con un innalzamento dell’area di esenzione.

In questo modo si cerca anche di rendere meno gravosa l’Imu. Di certo c’è che nel 2012, in linea generale, si può notare una ripresa degli addizionali comunali, legati soprattutto ai tagli del governo. Ci sono state proroghe su proroghe per i bilanci comunali, ma adesso occorre sistemare tutto.

Mediamente l’aliquota comunale in Italia ha subito un incremento del 15% arrivando al 5,24 per mille dei redditi dichiarati.