L’erario in questi mesi deve fare i conti con un numero di pagamenti inferiori al previsto di una tassa che accomuna le imprese. Insomma non solo i privati sono in crisi ma anche le aziende. La flessione che danneggi anche l’Erario, è stata opportunamente documentata.

L’Ires è l’imposta sul reddito delle società che fino al 2007 era stata fissata al 33% ma poi, anche per favorire il rilancio di alcuni settori produttivi, era stata portata al 27,5%. Nelle dichiarazioni di quest’anno che contabilizzano i bilanci 2011 delle imprese, si nota una certa flessione dei redditi delle aziende.

Sembra che ci sia un calo del 10% che contribuisce a modificare in modo esagerato anche il tessuto sociale dove, progressivamente, sta scomparendo il ceto medio. Quello che fino a pochi anni fa era considerato il pilastro portante dell’economia, è diventato davvero “troppo sottile”.

Le attese più pessimistiche in relazione all’Ires parlavano di 33 miliardi di euro, ma sembra che il calo del 10% del gettito fiscale faccia andare le entrate dell’Erario relative a questa tassa, anche al di sotto della soglia indicata.

La situazione appena descritta non è una sorpresa visto che il calo dei redditi delle imprese è “costante” o meglio “generalizzato” dal 2009 in poi. Quest’anno è soltanto più “sostanzioso”.