La nuova edizione del sondaggio RiskMonitor di Allianz Global Investors, dal titolo ‘”Ripensare la sicurezza” conferrma che gli investitori istituzionali europei restano in stato di massima allerta rispetto ai movimenti del mercato. Oltre 4 su 5 dei partecipanti al sondaggio ritengono che la volatilità dei mercati rappresenti un rischio fondamentale per gli obiettivi finanziari a 12 mesi, mentre per quasi un quarto degli intervistati la volatilità rappresenta il principale rischio finanziario. Il comparto obbligazionario è percepito  come un fattore di rischio che supera quello del segmento azionario: malgrado la seria preoccupazione di  un netto crollo dei mercati azionari riguardi sette investitori su dieci, l’apprensione per il debito sovrano è ancora più diffusa, arrivando al 73,8%. Secondo quasi due terzi degli intervistati gli attuali tassi di interesse rappresentano uno dei rischi fondamentali per gli obiettivi a dodici mesi, confermando un livello di preoccupazione che rimane elevato rispetto all’autunno scorso: il livello corrente dei tassi d’interesse è infatti classificato come rischio enorme da un quinto degli intervistati e considerevole dal 45%.

Allarme per il debito sovrano, ma fiducia nell’Euro

La maggioranza degli intervistati crede ancora nella tenuta dell’Eurozona. In merito al futuro della moneta unica, secondo il 61% la prospettiva più probabile è una combinazione tra un ruolo più significativo della BCE, l’introduzione di Eurobond, meccanismi di stabilità più forti e un regime fiscale comune. Questa edizione del RiskMonitor riscontra tuttavia anche il calo di alcune paure degli investitori, rispetto allo scorso autunno. L’inflazione e la deflazione, ad esempio, non sembrano destare particolare apprensione tra gli investitori istituzionali europei, che le mettono in coda all’elenco dei rischi finanziari più pericolosi.

Cosa è sicuro?

Intervistati in merito a quali siano gli asset più sicuri nel contesto attuale, circa un terzo ha indicato il debito sovrano e un numero simile di partecipanti ha indicato asset reali quali azioni, immobiliare, infrastrutture e metalli preziosi. Il concetto che ricorre con più frequenza nelle risposte è quello di qualità. “Non esistono asset sicuri in senso assoluto. Probabilmente i titoli azionari potranno confrontarsi più facilmente con il contesto futuro e garantire un
reddito reale” ha risposto uno degli intervistati.

L’Italia

Sebbene non si raggiungano i livelli allarmanti dell’ultimo sondaggio, i rischi del mercato destano ancora preoccupazione tra gli investitori istituzionali italiani. Per due terzi degli intervistati il maggiore rischio finanziario nei prossimi 12 mesi sarà il debito sovrano, mentre circa il 44% lo classifica un rischio enorme, oltre il doppio della media europea. Anche se a livelli  minori, tra le istituzioni italiane aumenta anche la percezione del rischio legato alla regolamentazione e alla governance; rispetto allo scorso autunno si registra infatti un aumento del 50% delle quote di intervistati che classificano tra i rischi considerevoli la complessità organizzativa e la limitata capacità di gestione del rischio. In particolare, la complessità organizzativa è al primo posto nella lista dei maggiori rischi legati a governance e regolamentazione secondo gli intervistati italiani, a differenza di quanto indicato dagli investitori europei preoccupati soprattutto dalle normative più severe.