Cresce l’avversione al rischio e la propensione alla diversificazione internazionale degli investitori. Sono alcuni dei risultati dell’annuale indagine globale sul sentiment degli investitori svolta da Franklin Templeton e che sintetizziamo di seguito. 

Il sentiment degli investitori in Italia

Guardando al futuro, il 58% degli investitori italiani si dichiara pessimista o molto pessimista sull’economia nazionale per i prossimi tre anni, mentre solo il 17% ha espresso una visione ottimistica. In linea con questi dati, il 37% degli intervistati in Italia si aspetta dai propri investimenti un rendimento negativo dal -5% al -25% nell’attuale contesto di mercato, mentre solo il 23% si attende un rendimento annuale superiore al 5%.

La metà degli intervistati in Italia adotterebbe quindi una strategia d’investimento più prudente e solo il 14% vorrebbe adottare un approccio più aggressivo. Allo stesso tempo, il 43% degli investitori italiani ha visto aumentare la propria avversione al rischio negli ultimi anni mentre un 39% sostiene di essere diventato meno avverso al rischio.

Nonostante questo diffuso pessimismo sull’attuale stato dell’economia italiana, il 33% degli intervistati opterebbe proprio per l’Italia come area geografica in cui investire, seguita dall’Asia che verrebbe scelta dal 20%. Nonostante gli investitori italiani si focalizzino sul proprio Paese, hanno dimostrato il desiderio di aumentare gradualmente i loro investimenti al di fuori dei confini nazionali nei prossimi 10 anni.

Il sentiment degli investitori internazionali

Nel breve termine gli investitori internazionali rimangono prudenti preferendo posizioni difensive e investimenti nell’ambito dei mercati domestici mentre il sentiment si modifica quando la prospettiva è di lungo termine.

I timori riguardanti l’andamento dell’economia globale hanno pesantemente influenzato le scelte d’investimento degli intervistati. Il 51% degli intervistati ritiene che l’economia globale si sia deteriorata e il 45% è diventato più avverso al rischio nel corso degli ultimi tre anni. Riflettendo un approccio prudente solo una minoranza (uno su cinque) degli intervistati avrebbe cercato di rendere quest’anno più aggressivo il proprio portafoglio.