L’investitore privato resta una degli attori più importanti sul mercato azionario italiano. E’ quanto emerge dalla ricerca “L’investitore retail: un asset del mercato italiano” presentata oggi in occasione del decimo anniversario della Trading Online Expo che si svolgerà il 18 e il 19 ottobre a Palazzo Mezzanotte.

La ricerca è stata realizzata in collaborazione con GfK Eurisko che con l’Osservatorio Multifinanziaria Retail raccoglie informazioni sulle scelte finanziarie delle famiglie (5.000 interviste all’anno rappresentative delle famiglie italiane) e con i principali broker online italiani che hanno consentito di effettuare un’indagine ad hoc su un campione di trader online più attivi negli ultimi 12 mesi. Di seguito riportiamo alcuni dei risultati della ricerca.

Gli investitori in azioni

Gli investitori in azioni appartengono al segmento affluent della popolazione italiana. Il decisore finanziario delle famiglie intervistate nel 36% dei casi e’ laureato. Nel 57% dei casi ha più di 55 anni di età. Con più probabilità e’ imprenditore/libero professionista (23% rispetto al 12% degli investitori in generale) e il 29% e ‘ pensionato (30% per gli investitori). L’investimento in azioni 10 anni fa era più diffuso tra la classe media e le famiglie più giovani.

I portafogli degli investitori in azioni appaiono ben diversificati, più di quelli degli investitori in generale. Gli shareholder, oltre alle azioni, detengono prodotti del risparmio gestito (50%, rispetto al 29% degli investitori), titoli di Stato (53%), obbligazioni (55% rispetto al 35%) mentre posseggono meno prodotti postali (16% rispetto al 36%). Solo il 9% del portafoglio è destinato a investimenti con carattere speculativo.

Il 54% degli investitori in azioni dichiara di affidarsi a istituzioni finanziarie per la gestione dei propri investimenti, più del totale degli investitori (41%). Anche nella scelta delle azioni in cui investire solo il 29% dichiara di operare in assoluta autonomia, percentuale peraltro in leggera flessione rispetto al dato del 2008.

Tra le fonti informative consultate resta fondamentale il rapporto con la propria banca (83% degli shareholder) o con il promotore (70%), ma inizia a essere rilevante l’utilizzo di internet (45%, rispetto al 29% degli investitori) unico canale peraltro in crescita rispetto al 2008.