Venerdì il prezzo dell’oro ha registrato un calo giornaliero che ha superato i sessanta dollari – e a causa di questo scivolone la quotazione del metallo giallo è sceso sotto i 1.500 dollari all’oncia. A prima vista sembra l’ennesimo segnale che il metallo non rappresenti più il bene rifugio per eccellenza degli investitori che vogliono difendersi dalla crisi finanziaria.

Come mai? La prima cosa da dire in teme è che il prezzo dell’oro dipende – come tutti sanno – dalla domanda e dall’offerta. E visto che la seconda è limitata, gli sbalzi della domanda possono provocare rilevanti variazioni del prezzo. Per esempio negli ultimi anni c’era stata una crescita progressiva del prezzo determinata dagli acquisti delle banche centrali e dagli acquisti dei nuovi ricchi cinesi e indiani – che ovviamente oggi non sono più della stessa ampiezza…

e poi ci sono ragioni congiunturali. L’oro viene considerato un mezzo per proteggersi contro l’inflazione, e nonostante le politiche monetarie accomodanti di Usa e Giappone, l’inflazione è sotto controllo. E molti pensano che ora investire nell’azionario non sia più così rischioso… A pesare ci sono anche le voci della vendita di oro per mezzo miliardo di dollari da parte della banca centrale di Cipro…

Attenzione quindi ad investire nell’oro, le sue quotazioni sono difficilmente determinabili a priori…

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