Si chiamano Sukuk. Sono i bond islamici, le obbligazioni conformi alla Sharia, la legge islamica tradizionale, che proibisce il prestito a interesse. Per questo chi conferisce i propri soldi ad un Sukuk compra spesso una quota di un – ad esempio – immobile, che genera ricavi e quindi flussi finanziari. Perché ne parlo? Perché questo genere di strumenti finanziari può essere un ottimo affare.

I primi a capirlo sono stati gli inglesi. Secondo il primo ministro britannico David Cameron, “la finanza islamica cresce a un ritmo superiore del 50% al settore bancario tradizionale e gli investimenti a livello globale cresceranno a 1.300 miliardi di sterline entro il 2014, e per questo vogliamo assicurarci che una grossa percentuale di questi nuovi investimenti siano qui in Gran Bretagna“. Grazie ai Suku sono nati lo Shard London Bridge, il grattacielo più alto dell’Unione europea con i suoi 310 metri d’altezza (disegnato da Renzo Piano), e il villaggio Olimpico costruito per i Giochi Olimpici del 2012.

Ovviamente anche il resto del mondo non sta a guardare. A seguire l’esempio inglese ci sono Goldman Sachs negli Stati Uniti – che vuole emettere un bond a scadenza 5 anni – e il Sudafrica. Tanti altri paesi si stanno muovendo, come il Lussumbergo oppure Hong Kong. Noi come al solito siamo in ritardo… L’unica realtà recensita è la società di servizi finanziari Azimut Holding: “in quattro mesi siamo riusciti a raccogliere 55 milioni di dollari con il nostro fondo Global Sukuk UCITS. Che peraltro non abbiamo ancora commercializzato in Asia e nei Paesi del Golfo“.

C’è da dire che si stima che nel 2014 ci saranno emissioni di questi strumenti finanziari per 300 miliardi di dollari. Perché Renzi non ci fa un pensierino?
photo credit: U.S Embassy Kabul Afghanistan via photopin cc