Dopo l’ultimo taglio dei tassi d’interesse voluto dalla Bce, un investitore europeo dovrà correre un po’ di rischi se vorrà ottenere un minimo di rendimento. In ogni caso bisogna considerare che anche un rendimento minimo deve tenere in considerazione l’inflazione – che è allo 0,5%. La scelta del titolo giusto è una questione complicata, visto che ci troviamo davanti ad una difficile congiuntura economica in Europa e poi ci sono le incertezze asiatiche.

Cosa fare? I titoli di Stato italiani sono il primo pensiero di tanti investitori del nostro paese. Ma i rendimenti di qualche tempo fa sono un lontano ricordo con lo spread Btp/Bund in ritirata. Per arrivare a cedole sopra il 4% bisogna arrivare a lunghissime scadenze – ovvero sui trent’anni. Se andiamo sui 5 o 7 anni ci si deve accontentare di cedole intorno al 2%. Se usciamo dall’Italia, una proposta arriva da Fabrizio Biondo, gestore del fondo Lemanik Value Opportunities, che da anni insistono su titoli di mino qualità creditizia e scadenze prossime “su orizzonti sotto i 18 mesi e una vita media di portafoglio tra i 4 e i 9 mesi con bond di 35 Paesi. E’ una strada che negli ultimi 7 anni ha generato 3 punti netti sopra il tasso Libor con una volatilità annua intorno all’1%” – ovvero un rischio molto basso.

E se vogliamo azioni e non obbligazioni? Secondo Piergiacomo Braganti, responsabile investimenti di Banca Albertini SyzMeglio andare con i piedi di piombo e guardare a titoli di società che hanno un business prevedibile e di tipo continuativo che sono poco sensibili al ciclo. Riscoprirei le utilities e anche le multi utilities locali. Tra le grandi punterei su Snam e Terna che sono i migliori esempi in questa categoria“.

Se passiamo all’oro, secondo Massimo Siano, head of Italy and France per Etf Securities a Londra “per i nostri clienti l’oro è da vendere. Questo mese abbiamo assistito al più grosso deflusso di titoli in oro da settembre 2013. Gli investitori continuano a virare verso asset più ciclici e rischiosi vendendo appunto beni rifugio come il metallo giallo“. Alcuni analisti pensano che, se il prezzo dell’oro si abbasserà ancora attorno ai 1.180 dollari l’oncia, il metallo giallo si troverà a un bivio. Sempre secondo Massimo Siano “Consideriamo il prezzo dell’oro interessante a questi livelli non come investimento ma in un’ottica di assicurazione qualora le previsioni positive da parte del mercato sulla crescita del Pil mondiale e dei tassi si rivelassero sbagliate“.

Per il mattone conviene soprattutto in ottica di ristrutturazione approfittando della bassa fiscalità – ovvero bonus fiscale del 50 e del 65%.