Lo dicono anche i gestori di fondi (in questo caso si tratta di Arnoldo Valsangiacomo, membro del cda di Ethenea Independent Investors e gestore degli Ethna funds) – ma lo capisce anche l’uomo della strada -: “Le banche centrali hanno portato i tassi d’interesse su livelli praticamente nulli e in tale contesto l’appetibilità dei dividendi ha continuato ad aumentare, al punto che per molti investitori le cedole azionarie hanno preso il posto degli interessi che in passato si ottenevano dai mercati obbligazionari”.

E oggi è facile ipotizzare che questo scenario di tassi vicini allo zero resista a lungo – basta pensare al fatto che uno dei compiti della Bce è quello di avere un tasso di inflazione vicino al 2%, mentre ora diversi paesi europei si trovano in deflazione. Non ci si può quindi stupire se i grandi investitori – così come i piccoli ed i medi siano fortemente interessati ai mercati azionari. e a rafforzare questa tendenza c’è da aggiungere che “nei prossimi anni la distribuzione dei dividendi continuerà ad aumentare in modo costante e nel 2015 soltanto in Europa le società distribuiranno ai loro investitori più di 300 miliardi di euro”.

Per chi pensa di investire in Piazza Affari ci sono diverse società che hanno un interessante rapporto tra prezzo e dividendo. Solo per citarne alcune abbiamo le classiche Eni (6,8%), Snam (6%), Erg (5,6%), ma anche Unipol (8%),  Ascopiave (6%), STM (5,7%), Cattolica Assicurazioni (5,7%), IGD (5,6%), ), Iren (5,5%) e Terna(5,2%).

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