I mercati approvano le mosse di Mario Draghi. Il taglio dei tassi previsto dalla Bce non cambia di molto la situazione, visto che i tassi erano già vicini allo zero. Al massimo confermano quello che tutti già sapevano, che i tassi resteranno bassi per un periodo di tempo prolungato.

Per chi investe significa che i flussi finanziari andranno a favore delle azioni che hanno alti dividendi, ovvero che abbiano rendimenti superiori a quelli dei bond. Il gioco è difficile perché i mercati sono vicini ai loro massimi. Alcuni esperti consigliano di investire nelle utility, ovvero quelle società che generano, trasmettono, distribuiscono elettricità, acqua, gas dai propri impianti o da impianti di terzi (foto by Infophoto).

Si tratta di società relativamente insensibili alla crescita economica di medio periodo. Tra i nomi ci sono aziende italiane come Snam e Terna, imprese spagnole come Enagas e Red Electrica, o le inglesi National Grid e United Utilities. Da valutare anche aziende energetiche come Eni – che ha nel momento in cui scrivo un dividend yeld del 4,85% – o Total – dividend yeld del 4,96%.

Per chi vuole correre qualche rischio in più si può pensare ad un investimento in Marr, azienda italiana leader nella distribuzione alla ristorazione commerciale e collettiva – ovvero mense, scuole ed ospedali -, con uno dividend yeld del 3,82%, e negli ultimi dieci anni ha avuto un rendimento medio del 5,05%.