Gli utili di Intesa SanPaolo pagano l’aumento delle tasse ma scendono meno del previsto e il titolo della prima banca del Paese svetta sull’indice Ftse Mib con un balzo di circa il 3% a 1,23 euro. L’istituto di Ca’ de Sass ha archiviato il terzo trimestre con un utile netto di 414 milioni di euro, in calo dell’11,9% rispetto ai 470 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I profitti dei primi nove mesi sono diminuiti del 12,5% a 1,69 miliardi di euro. A pesare il maggiore onere fiscale che si traduce in aumento delle imposte a 1,23 miliardi di euro rispetto ai 66 milioni dei primi nove mesi del 2011.

Il risultato della gestione operativa si è attestato a 6,61 miliardi di euro, in progresso del 17,8% dai 5,75 miliardi del periodo gennaio-settembre 2011, registrando la performance più elevata dal 2009. Al 30 settembre il rapporto cost/income è migliorato al 49,4% dal 54,1% di un anno fa. La banca MI-TO ha di  conseguenza diminuito i costi operativi del 2,3% a 6,61 miliardi di euro. Per quanto riguarda i proventi operativi netti l’aumento nei primi nove mesi è del 6,9% a 13,38 miliardi, mentre nel solo terzo trimestre il rialzo è del 7,6% a 4,44 miliardi.
 
Oltre ai costi operativi, Intesa SanPaolo ha ulteriormente rafforzato i coefficienti patrimoniali. Il Core Tier 1 è salito all’11,1% dal 10,1% di fine 2011, già pienamente conforme ai requisiti di Basilea 3. Nel periodo gennaio-settembre il complesso degli accantonamenti e delle rettifiche di valore nette è pari a 3,53 miliardi di euro rispetto ai 3,02 miliardi dei primi nove mesi dello scorso esercizio. In aumento anche il complesso dei crediti deteriorati: +20% a 27,26 miliardi rispetto a fine 2011 con un’incidenza sui crediti complessivi pari al 2,9%.
 
Oltre agli obiettivi reddituali, si legge nel comunicato di Intesa, “grande attenzione sarà prestata al rafforzamento della solidità patrimoniale e al miglioramento del profilo di rischio e liquidità”. I vertici di Ca’ de Sass si attendono per l’esercizio in corso una sostanziale stabilità della redditività operativa rispetto allo scorso anno, mentre il costo del credito rimarrà elevato benché sotto controllo.