Si possono detrarre gli interessi passivi sul mutuo relativo alla seconda casa, a condizione che siano stati accesi prima del 1993. Si tratta dei mutui ipotecari stipulati entro la fine del 1990 per l’acquisto di immobili diversi dall’abitazione principale – per esempio per degli immobili concessi in locazione -, oppure per i mutui ipotecari accesi nel 1991 o nel 1992 per acquistare immobili da adibire ad abitazione diversa da quella principale – per esempio un’abitazione secondaria -, a condizione che questa condizione non sia variata negli anni per cui si richiede la detrazione fiscale – per cui non potremmo detrarre gli interessi passivi se l’immobile in un secondo tempo viene concesso in locazione.

In questo caso, l’importo massimo – vanno compresi anche gli oneri accessori oltre agli interessi passivi – su cui calcolare la detrazione del 19%, è pari 2.065,83 euro per ciascun intestatario del mutuo. Non si può sommare questa detrazione a quella sulla prima casa, per cui se ho contemporaneamente acceso un mutuo sulla prima casa – contratto prima del 1993 – potrò detrarre fino al 19% di 3.615,20 euro di interessi passivi pagati. Se ho raggiunto questo limite non mi spetteranno altre detrazioni.

Per cui se per esempio un contribuente ha richiesto la detrazione del 19% su
1.500 euro
per interessi passivi ed oneri accessori su un mutuo acceso per l’acquisto dell’abitazione principale, potrà usufruire, per un altro mutuo relativo ad un altro immobile, di una detrazione fiscale pari al 19% di 566 euro – questa cifra si ricava dalla semplice sottrazione 2.066-1.500 euro.

Come abbiamo già spiegato in altre occasioni, non è possibile detrarre le quote capitale, ovvero le somme che dobbiamo versare alla banca presso cui abbiamo acceso il mutuo per restituire il debito che abbiamo contratto – e che rappresentano la principale voce di uscita per chi deve rimborsare il mutuo.