Ogni anno, al momento della redazione del 730 o del modello unico, è possibile detrarre dall’Irpef da pagare il 19% degli interessi passivi pagati sul mutuo finalizzato all’acquisto della prima casa. Per poterlo fare è necessario avere una certificazione della banca con cui abbiamo acceso il mutuo, che contenga, oltre alla ragione sociale dell’istituto di credito, La tipologia di finanziamento, il/i nominativo/i del/i mutuatario/i, la data della stipula, l’ammontare del finanziamento al momento della stipula e di tutti i costi relativi allo stesso pagati alla banca, il capitale residuo al 31 dicembre, gli interessi passivi pagati nell’anno, gli oneri accessori pagati alla banca nell’anno precedente.

Si possono detrarre gli interessi passivi e gli oneri accessori – ma non la quota capitale, ovvero ciò che diamo alla banca per restituire il debito che abbiamo contratto con essa. Dall’anno 2008, si può applicare la detrazione del 19% fino ad un massimo di 3.615,20 euro.. Per cui se il mutuatario paga in un anno interessi passivi per 4.500 euro sarà possibile portare in detrazione solo 686,89 euro – è il 19% di 3.615,20 euro.

Se il mutuo ipotecario è intestato ad entrambi i coniugi, il coniuge che ha l’altra metà fiscalmente a carico può portare in detrazione entrambe le quote degli interessi passivi, tenendo comunque fermo il tetto massimo di 3.615,20 euro. Se questa situazione non si verifica, bisogna dividere in due parti la detrazione.

Per poter usufruire di questa detrazione fiscale è necessario che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dal suo acquisto. E questa condizione ovviamente deve permanere per tutto il periodo d’imposta per il quale si chiedono le detrazioni. Se si devono effettuare dei lavori di ristrutturazione si deve adibire l’immobile ad abitazione principale entro sei mesi dalla fine dei lavori.