L’azienda Fiat si può tranquillamente integrare con la Chrysler, ma questa integrazione deve essere accelerata. Lo ha detto Marchionne in Michigan, al Center for Automative Research. In quella stessa sede ha detto che potrebbe abbandonare presto la guida del lingotto.

L’integrazione tra Fiat e Chrysler fa sicuramente discutere meno della decisione di Marchionne di abbandonare la guida della casa automobilistica torinese. Dopo tanti investimenti nella produzione americana e dopo numerosi accordi per vendere alcuni modelli anche in Europa, Marchionne è esausto.

O almeno così si intuisce dalle sue parole. Toni molto aspri e critiche dure al sistema di relazioni industriali che collega l’America con il Vecchio Continente.

In Europa, a quanto pare, ci sarebbe troppa ideologia a rendere farraginoso lo scambio di competenze e accordi. Da qui la decisione di aspettare ancora qualche anno e mettersi da parte nel 2016.

La risoluzione del problema relazionale, spiega Marchionne, è un prerequisito per il sostentamento dell’industria automobilistica europea. Un’occasione da sfruttare per rilanciare a livello competitivo le auto italiane in tutto il mondo.

L’integrazione Fiat-Chrysler, secondo Marchionne, riuscirà a far diventare quest’asse competitivo sul mercato mondiale.

La stima effettuata è di 6 milioni di veicoli venduti entro il 2014.