Nell’era della rete, lo spionaggio è all’ordine del giorno, ma la privacy, di contro, è sempre più tutelata. Così accade che le informazioni più riservate, usate a fini speculativi in borsa, possano costar caro agli spioni: multa e carcere assicurati, soprattutto se a dover giudicare è la Corte americana.

Martedì 12 luglio 2011, per Walter Shimoon si è profilato il reato di insider trading, perché, come lui stesso ha ammesso, ha usato delle informazioni riservate che riguardavano la Apple, per favorire l’attività in borsa di un fondo d’investimento, il Kingdom Ridge Capital.

Shimoon ha solo 39 anni e rischia di trascorrerne 30 in una galera statunitense.

In passato ha avuto una brillante carriera come manager in un’azienda di componenti tecnologici, la Flextronics International. Per lavoro è entrato in contatto con la Apple.

Nel biennio 2008-2010 ha però commesso un grave errore: ha scambiato per 45.500 dollari un pacchetto di informazioni riservate sulla Apple, favorendo la speculazione del Kingdom Ridge Capital, un fondo che con tutta questa operazione truffaldina, si è garantito un guadagno di 560 mila dollari.

Shimoon avrebbe rivelato per telefono i dati sulle vendite Apple prima delle loro pubblicazioni, avrebbe comunicato con largo anticipo le tempistiche per il nuovo iPhone e avrebbe messo a conoscenza del fondo l’esistenza di un nuovo prodotto: l’iPad.

Le telefonate, però sono state intercettate dall’FBI e da lì è iniziata tutta l’indagine.

Adesso Shimoon ha deciso di collaborare in vista dell’emissione della sentenza nel luglio del 2013. Il suo obiettivo è ottenere qualche sconto di pena.