L’Inps annuncia l’avvio di una serie di controlli sulle dichiarazioni Isee. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale intende compiere due tipi di accertamento. Da una parte intende effettuare un controllo preventivo – che è avvenuto solo a partire dal 2015 -: l’Inps segnalerà anomalie e difformità nei dati dichiarati prima del rilascio dell’Isee e degli altri indicatori economici. D’altra parte si continuerà a procedere con controlli a posteriori: questi controlli a campioni riguarderanno il 3% delle dichiarazioni presentate nel 2014, e verificheranno l’esattezza di più di 350.000 dichiarazioni sostitutive uniche trasmesse dai Caf – e si è da poco concluso una serie di controlli su un pari numero di dichiarazioni riguardanti annualità precedenti.

Questo secondo tipo di controlli dovrebbero avere una durata massima pari a 135 giorni, e sono articolati in più fasi. La fase dei controlli è solo l’ultimo di una serie di passaggi di una dichiarazione che nel tempo si è rivelata sempre più complessa, visto che ora ci sono molti più dati da inserire e controlli preventivi – come abbiamo visto – da superare. La presentazione di una dichiarazione Isee si sta rivelando una faccenda più complessa rispetto alla presentazione di una dichiarazione dei redditi. La complessità e i tempi necessari per la redazione e la presentazione di una dichiarazione Isee si sta rivelando sempre più un problema non solo per i Caf, ma anche e soprattutto per i semplici cittadini, visto che – per esempio – si riduce il numero degli sportelli Caf presso i quali è possibile presentare la dichiarazione Isee. Anche perché si riducono i rimborsi da parte dello Stato, e d’altra parte il lavoro è sempre più lungo e complesso, e spesso comporta responsabilità non indifferenti. C’è il rischio che una parte dei poveri finiscano per rinunciare a presentare la dichiarazione Isee.