Continua la lotta alle truffe da parte dell’Inps. Nei primi undici mesi del 2012 sono state accertate frodi contributive per più di un miliardo di euro in contributi non versati nel corso di oltre 73 mila ispezioni, che hanno portato alla scoperta di 61 mila lavoratori in nero.

Secondo quanto comunicato dall’istituto previdenziale italiano, il numero totale delle ispezioni effettuate è passato dalle 65.828 del periodo gennaio-novembre del 2011 alle 73.011 dello stesso periodo del 2012. I lavoratori in nero e irregolari intercettati sono passati da 50.056 a 61.010: le fattispecie più frequenti individuate riguardano la costituzione di falsi rapporti di lavoro in agricoltura per ottenere prestazioni a sostegno del reddito non dovute. In questi ultimi tre anni sono stati annullati quasi mezzo milione di contratti di lavoro fittizi.

Sul fronte dei controlli, l’Inps dichiara guerra anche al fenomeno della riscossione indebita di pensioni intestate a persone decedute: ai soggetti individuati incrociando i dati con le comunicazioni di decesso effettuate dai Comuni, l’Istituto ha inviato una comunicazione con allegato un bollettino MAV precompilato con l’importo da restituire. Su circa 24 mila lettere inviate, corrispondenti ad altrettanti “furbetti”, solo poco più di 4300 MAV sono stati rimborsati, in toto o con richiesta di rateizzazione, per un recupero pari a 6,8 milioni di euro, ovvero il 27% del totale. A contribuire a questo tipo di frode sono anche i tempi piuttosto lunghi di comunicazione dei decessi da parte dei Comuni, anche se dal 2009, anno in cui si è consolidato il sistema di trasmissione telematica dei decessi, il tali tempi sono notevolmente diminuiti, passando dai 37,5 del 2009 ai 10,1 giorni del 2012.

Nel corso del 2012, sono state 614 le denunce alle forze dell’ordine relative alle riscossioni indebite di trattamenti pensionistici per un totale di 12,6 milioni di euro, che hanno portato a 14 arresti.