Obiettivo ambizioso, ma fattibile, quello che si è posta l’Inps nel prossimo triennio. Ovvero: recuperare circa 600 milioni di euro di sgravi fiscali non dovuti a oltre 60mila aziende in merito all’assunzione di circa 100mila lavoratori. L’Istituto previdenziale ha verificato la posizione del milione e mezzo di lavoratori assunti nel 2015, e dai suoi calcoli ha stimato che i contributi non versati dalle aziende sulla base delle norme sull’esonero è pari a circa 600 milioni di euro. La legge di Stabilità 2015 ha introdotto il bonus contributivo che prevede l’esonero totale dei contributi per tre anni fino a 8mila euro per ogni nuovo lavoratore assunto a tempo indeterminato. Tuttavia, come è poi emerso da un’analisi del ministero del Lavoro su un campione di 338 aziende, si sono riscontrate irregolarità nel 19% dei casi.

Ma non solo. L’Inps prevede di poter recuperare nel 2016 fino a 900 milioni di euro grazie al nuovo sistema di controllo della vigilanza documentale, che si fonda sull’incrocio delle banche dati e sull’intervento preventivo. Insomma, si preferisce evitare di concedere sgravi non dovuti, invece che tentare di riprendersi in seguito le somme non versate. L’attenzione, come spiega la direttrice centrale Entrate Gabriella Di Michele, è rivolta soprattutto agli sgravi triennali previsti dalla legge di Stabilità e dal contrasto al lavoro fittizio: “Nel 2014-2015 abbiamo identificato 700 aziende fittizie e le abbiamo bloccate e 30mila finti lavoratori le cui posizioni sono state annullate. Nel 2016 contiamo di arrivare al 50% in più, quindi 500 aziende e 20mila lavoratori per un mancato esborso di 160 milioni“.

Queste somme, se effettivamente recuperate, verranno poi dirottate per ridurre il grande male tradizionale dell’economia italiana, cioè il suo gigantesco debito pubblico. “Il contrasto all’omissione, elusione ed evasione contributiva può dare un contributo molto importante alla riduzione del debito pubblico in Italia” – commenta Tito Boeri, presidente dell’Inps – “Spesso questi fenomeni sono infatti legati al nero e all’evasione fiscale. Nell’ultimo anno abbiamo investito molto sulla vigilanza documentale e sull’incrocio dei dati delle diverse banche dati“.