Le principali borse asiatiche hanno vissuto una prima seduta della settimana all’insegna della cautela in attesa di avere maggiori indicazioni sulle prospettive dell’economia mondiale nel corso del 2012. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,12%, portandosi al massimo dopo il terremoto di marzo ’11, l’indice di Shangai è rimasto praticamente invariato, mentre il Kospi Coreano e lo S&P/Asx 200 sono saliti rispettivamente dello 0,6% e dello 0,3%.

Prezzi delle case cinesi in ribasso

La borsa cinese è stata penalizzata dall’annuncio dell’ufficio di statistica secondo cui in febbraio i prezzi delle case sono scesi in 20 delle 27 città considerate, mentre in 6 sono rimasti invariati. Le società immobiliari hanno, così, registrato delle forti perdite, guidate da China Vanke e Poly Real estate. In calo del 3,2% a Hong Kong ha chiuso la società cinese produttrice di alluminio Aluminium Corp dopo avere registrato una perdita trimestrale superiore alle attese e avere dichiarato che le perdite continueranno anche nel primo trimestre.

A Tokyo sono state le società esportatrici a guidare il listino, grazie alla debolezza dello Yen che si mantiene a ridosso del minimo da oltre un anno. In Australia si sono distinte le società delle risorse di base, spinte anche dalle elevate quotazioni del petrolio. BHP Billiton, la maggiore società mineraria mondiale per ricavi, è salita dell’1%. A Seoul, la borsa è salita sulla scia del rialzo della fiducia dei consumatori e per lo sprint dei titoli finanziari dopo che il Governo ha annunciato di volere riprendere il piano di vendita di Woori Financial.