Con l’inizio di gennaio arrivano i saldi invernali, ma con l’aria di questi tempi per molti sarà impossibile fare shopping. Secondo una ricerca di Confcommercio-Imprese per l’Italia, insieme a Format Research sul tema, solo poco più della metà dei consumatori riusciranno a concedersi il lusso di qualche acquisto passate le feste.

Secondo le stime, i saldi invernali riguarderanno solo il 60,5% - per un calo dell’8% rispetto al 2013. Il calo riguarderà tutte le principali tipologie merceologiche - dalle calzature, alla biancheria intima e per la casa. L’unica eccezione dovrebbe essere rappresentata dai capi d’abbigliamento.

Le previsioni sull’ammontare della spesa sono costanti. Come nel 2013, il 68,7% degli intervistati pensa di spendere meno di 200 euro, mentre il 26,8% ha affermato di avere preventivato spese tra i 200 e i 300 euro. Pochi quelli che pensano di spendere tra i 300 e i 500 euro – 3% – o più di 500 – 1,6%.

Se guardiamo i saldi dal punto di vista dei commercianti, il 55,2% – contro il 50,4% del 2013 – proporrà uno sconto entro il 30%, mentre un altro 41,7% – contro il 46,1% del 2013 – si indirizzerà a percentuali comprese tra il 30 ed il 50%, mentre il restante 3,1% - contro il 3,5% dell’anno passato – dei commercianti proporrà uno sconto superiore al 50%.

Nelle opinioni dei commercianti intervistati nel corso dell’indagine targata Confcommercio i saldi 2013 saranno meno importanti – ai fini del bilancio delle loro imprese – rispetto a quelli del 2012: scende infatti al 71,6% la percentuale di quanti pensano che le svendite invernali incideranno fino al 20% sulle vendite annuali.
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