Dopo gli allarmi di inizio settimana, è arrivato il momento per le imprese di fare i conti con minori forniture di gas: da ieri le imprese che hanno il cosiddetto contratto “interrompibile” devono realizzare i risparmi di gas previsti dall’intesa sottoscritta con i fornitori, in linea con le richieste di Snam. Pur essendo previste dal contratto ed ampiamente anticipata ad inizio settimana, l’interruzione di gas alle aziende ha, comunque, alimentato le polemiche.

Ad esempio, Paolo Culicchi, presidente di Gas Intensive (consorzio di otto associazioni confindustriali) ha dichiarato al Sole 24 ore che il preavviso non è stato sufficiente. “Con solo dodici ore di preavviso”, ha detto Culicchi, “non si possono organizzare i turni e non si possono predisporre le contromisure ad esempio anche per mettere in sicurezza gli impianti e non esporli al rischio di gelate. Tra la comunicazione e l’operatività del distacco occorrerebbero 24 ore”, ha concluso Culicchi. Il Ministero dello Sviluppo economico ha, comunque, assicurato che non c’è alcuna ipotesi di interruzione del gas a imprese che non abbiano quel tipo di contratto.

Tuttavia, al centro delle polemiche è ancora una volta la politica di rifornimento energetico. Sotto accusa è la mancanza di riforme quali la separazione tra Eni e Snam, il mancato sfruttamento degli stoccaggi e i veti sui rigassificatori. Il fine settimana dovrebbe smorzare le polemiche, ma se i tagli dovessero riprendere lunedì queste si alimenterebbero ancora di più.