Segreto bancario svizzero addio.
Le autorità elvetiche hanno sottoscritto un accordo con i Paesi dell’Ocse e altri 13 Stati, nello specifico Argentina, Cina, Brasile, Costa Rica, Colombia, India, Arabia Saudita, Malesia, Indonesia, Lettonia, Lituania, Sud Africa e Singapore, per lo scambio automatico di informazioni finanziarie su base annua tra Governi, presupposto per l’abolizione del segreto bancario.
A renderlo noto ieri è stata la stessa Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, promotrice di una convenzione tra gli Stati membri, e dallo scorso anno anche tra i Paesi non-Ocse, sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale.
Per Pascal Saint-Amans, direttore del centro di politica e amministrazione fiscale dell’Organizzazione internazionale con sede a Parigi, “è chiaramente la fine del segreto bancario sfruttato per ragioni fiscali”.

L’accordo multilaterale sullo scambio automatico di informazioni finanziarie tra Governi, da poco allargato ai Paesi non-Ocse, è lo strumento che più di tutti dovrebbe consentire alle autorità fiscali di combattere l’evasione mondiale, un fenomeno stimato in circa 3mila miliardi di dollari.
A giugno 2013 la convenzione Ocse era stata sottoscritta da Anguilla, Gibilterra, Montserrat, Turks e Caicos, Jersey, Isle of Man, Guernsey, Bermuda, isole Cayman e isole Vergini britanniche, alcuni dei più importanti paradisi fiscali al mondo, mentre le autorità di Svizzera e Singapore avevano bocciato l’intesa.
Da ieri anche questi due importanti centri finanziari hanno deciso di mandare in pensione il segreto bancario (foto by InfoPhoto).