L’Istat ha reso noti i dati sull’inflazione del mese di marzo 2016. I prezzi del carrello della spesa sono diminuiti dello 0,3 per cento su base annua, mentre a febbraio 2016 il calo era stato dello 0,4 per cento. L’indice complessivo resta negativo, con un calo dello 0,2 per cento annuo, mentre l’inflazione mensile torna ad essere positiva, con un più 0,2 per cento.

Il calo dell’inflazione sembra essere addebitabile soprattutto alla flessione dei prodotti energetici e l’inversione di tendenza dei Servizi relativi ai trasporti (più 0,5 per cento, rispetto al meno 0,7 per cento di febbraio). I prezzi dei prodotti alimentari diminuiscono dello 0,1 per cento e su base annua hanno una flessione stabile pari a meno 0,3 per cento.

Rispetto allo stesso periodo di un anno fa, i prezzi per l’acquisto di beni fanno registrare un’accentuazione della flessione da meno 0,1 per cento a meno 0,7 per cento mentre sembra accelerare la crescita dei prezzi dei servizi (0,7 per cento rispetto al precedente più 0,5 per cento). Aumentano i prezzi dei prodotti a più alta frequenza di acquisto (più 0,1 per cento) mentre diminuiscono dell’1,1 per cento in termini tendenziali.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo aumenta del 2 per cento su base mensile mentre diminuisce dello 0,3 per cento su base annua. Il rialzo congiunturale è soprattutto da attribuire alla fine dei saldi invernali.