Ieri vi abbiamo parlato dei dati Istat sull’inflazione. Oggi  ritorniamo sull’argomento per riportare i giudizi della Federconsumatori ed Adusbef sul tema. Secondo le due associazioni consumatori “L’Istat continua a rilevare un tasso di inflazione fortemente sottostimato“. Per loro “qualcosa nel meccanismo di rilevazione si è inceppato, ma per il bene del Paese e dei cittadini è bene che il problema si risolva al più presto”.

Secondo le due associazioni consumatori: l’aumento dell’Iva “determinerà un aggravio di 207 euro annui a famiglia”. Si tratta di ”Ricadute insostenibili per un’ampia parte delle famiglie, i cui bilanci sono ridotti ormai allo stremo”. E per di più “tali rialzi avranno effetti pesantissimi sull’andamento dei consumi già in forte contrazione: dalle nostre stime emerge che nel biennio 2012-2013 la caduta complessiva della spesa delle famiglie raggiungerà quota 60 miliardi. Una contrazione che continuerà a determinare effetti fortemente negativi sulla produzione industriale e, quindi, sull’andamento dell’occupazione e della cassa integrazione”.

Il governo Letta deve agire “con urgenza e con responsabilità, avviando le indispensabili misure di rilancio del potere di acquisto delle famiglie (a partire da una detassazione della tredicesima) e la ripresa degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca. Per individuare le risorse necessarie a tali operazioni basterebbe cominciare con un passo indietro sul fronte dell’Iva, riportando l’aliquota al 21%, o meglio ancora al 20%. I recenti dati sul fisco hanno infatti dimostrato quanto l’incremento abbia effetti deleteri sui consumi e, quindi, sulle entrate fiscali dello Stato, diminuite di 3,7 miliardi di Euro nei primi 8 mesi del 2013″. Una copertura fantasiosa per l’Unione europea.

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