Corriamo veloci verso la deflazione. E per l’ennesimo regalo avvelenato dobbiamo sentitamente ringraziare la Bce e Mario Draghi in qualità di suo vertice. Nel mese di giugno l’inflazione arriva a segnare un +0,3% su base annua contro lo 0,5% del mese di maggio – e considerate che c’è un possibile errore statistico dello 0,2%.

Perché la notizia è negativa? Perché la deflazione ha l’effetto di rallentare pesantemente il ciclo economico. E il fenomeno era facilmente prevedibile visto che una dinamica simile si era sviluppata ai tempi della crisi del 1929 – la peggiore crisi economica del Novecento che presenta diversi aspetti in comune con quello che ci sta accadendo ora…

Scende ovviamente anche l’”inflazione di fondo” – ovvero quella che non considera alimentari freschi e beni energetici. Siamo allo 0,7% contro lo 0,8% di maggio (mentre se si cancellano dal computo solo i beni energetici, siamo al +0,5% annuo contro lo 0,6% del mese precedente).

Fino ad ora l’aumento dei prezzi acquisito è dello 0,3%. La situazione in Europa è migliore, visto che l’inflazione attesa nell’Eurozona è dello 0,5%, stabile rispetto al mese di maggio.

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