Si allontana un poco il fantasma della deflazione, ovvero della riduzione generale dei prezzi determinata dalla depressione dei consumi. La paura più grande per un’Europa – fatta salva la Germania – e soporattutto un’Italia alle prese con una “ripresa” asfittica. Secondo l’Istat, ad aprile l’inflazione torna a salire: siamo ad un tasso annuo dello 0,6% contro lo 0,4% del mese di marzo.  E’ la prima lieve accelerazione dopo 10 mesi. I prezzi del cosidetto carrello della spesa - quelli per intenderci dei prodotti ad alta frequenza di acquisto – sono costanti se li confrontiamoal mese precedente, mentre crescono dello 0,5% nei confronti di aprile 2013 – un mese fa l’incremento annuale era dello 0,4%.

Secondo Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo: “Il rimbalzo dell’inflazione sembra legato più a effetti statistici e fattori stagionali che non a una genuina inversione di tendenza per l’andamento dei prezzi al consumo“. Si attende un’inflazione media dello 0,8% – contro l’1,2% del 2013.

Il mini incremento dell’inflazione sarebbe determinato dalla crescita su base annua dei prezzi dei servizi di trasporto e dalla minore riduzione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati. L’inflazione, se non si considerassero gli alimentari freschi e i beni energetici, sarebbe dell’1% – a marzo era dello 0,9%. Nell’Eurozona, l’inflazione attesa ad aprile è dello 0,7% – contro lo 0,5% di marzo. +1,6% sui servizi (a marzo era un +1,1%), +0,7% di alimentari, alcol e tabacchi (a marzo era un +1%), mentre l’energia continua ad avere un segno meno (-1,2% contro il -2,1% di marzo).


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