In maggio l’inflazione nei paesi dell’area Euro è scesa più di quanto anticipato dagli economisti, passando dal 2,6% y/y di aprile al 2,4% y/y, secondo la stima flash di Eurostat diffusa oggi a Bruxelles. Le attese di consensus erano per un calo più contenuto al 2,5% y/y. La principale ragione dietro il calo delle pressioni inflazionistiche è stato probabilmente il ribasso dei prezzi del petrolio, scesi nel periodo di riferimento del 15%.

L’inflazione italiana rimane più elevata della media

Il dato definitivo, con il dettaglio delle singole voci che compongono il paniere dell’indice, sarà pubblicato il prossimo 14 giugno e solo allora si saprà se un ribasso è stato registrato anche dai prezzi al consumo depurato dalle voci alimentari ed energetici. In aprile la cosiddetta inflazione core si era attestata all’1,6%.

In Italia, sulla base delle stime preliminari di Istat, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo è rimasto invariato rispetto al mese precedente e ha registrato un aumento del 3,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In aprile era al 3,7%. L’indice NIC, calcolato sulla base delle caratteristiche dell’economia italiana, ha registrato in discesa dal 3,3% di aprile al 3,2%. Rispetto al mese scorso i prezzi sono rimasti invariati. Anche l’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è scesa al 2,2% dal 2,3% di aprile L’inflazione acquisita per il 2012 rimane invariata al 2,7% dello scorso mese. Rispetto a un anno prima il tasso di crescita dei prezzi dei beni è sceso al 4,0% dal 4,2% del mese precedente e quello dei prezzi dei servizi si è portato al 2,1% dal 2,2%.