Si parla di inflazione importata quando i prezzi dei beni o servizi acquistati all’estero aumentano. Si tratta di un tipo particolare di inflazione da costi durante la quale avviene un aumento dei prezzi causato dall’incremento dei prezzi dei fattori produttivi importati.

Diversamente dalla semplice inflazione da costi (che può tra l’altro essere causata da un aumento dei prezzi delle materie prime, dall’aumento dei salari, da più alte aliquote d’imposta e dagli effetti sui tassi di cambio), l’origine dell’inflazione importata è esterna rispetto al sistema economico di riferimento in cui si verifica, ma la situazione si ripercuote a cascata sul sul prezzo dei prodotti venduti nel Paese, generando inflazione interna.

L’inflazione può essere importata anche a causa della svalutazione del cambio che rende più costoso reperire la valuta per pagare le importazioni dall’estero, portando così un aumento dei costi delle imprese importatrici di materie prime.

Spesso l’inflazione importata è basata sugli aumenti dei prezzi internazionali di alimentari ed energia. Paesi che hanno un notevole grado di interdipendenza risultano pertanto particolarmente esposti a tale fenomeno.

È il caso dei Paesi trasformatori di materie prime, come l’Italia, per i quali un aumento dei prezzi internazionali delle stesse determina un’inflazione da costi. Un esempio di inflazione importata di questo tipo è quella che si è verificata nel corso degli shock petroliferi del 1973 e del 1979.