Tensioni sui prezzi sotto controllo nell’eurozona. A luglio l’indice dei prezzi al consumo relativo ai 17 Paesi dell’area euro ha fatto segnare un calo mensile dello 0,5%, in linea con le attese, con il progresso tendenziale che risulta del 2,4%, anche in questo caso in linea con le stime di consensus e sugli stessi livelli fatti segnare a giugno. I dati diffusi oggi dall’Eurostat evidenziano minori pressioni sulla componente energetica che permette all’indice “core” (ex energia e tabacco) di far segnare un calo dello 0,8% mensile e un +1,7% annuale.
Considerando invece i Paesi dell’area UE a 27 l’inflazione generale risulta del 2,5% annuo, anche in questo caso allo stesso livello di giugno e con un calo mensile dello 0,4%.

Svezia il Paese con minori pressioni sui prezzi

Guardando ai singoli Paesi dell’Unione Europea a livelo tendenziale è la Svezia quella che presenta minori tendenze inflattive. Su base annua l’inflazione risulta dello 0,7% in Svezia, 0,9% in Grecia, 1,9% Germania e Lettonia. Di contro prezzi in crescita molto sostenuta sono quelli di Ungheria (5,7%), Malta (4,2%) ed Estonia (4,1%). Guardando i dati mensili, rispetto a giugno l’infalzione risulta in contrazione in dodici Paesi membri, stabile in uno e in rialzo in quattordici.