Inflazione, deflazione e stagnazione, sono termini di uso comune per la descrizione del panorama economico segnato dalla crisi globale dell’ultimo periodo. Cerchiamo di approfondire questi tre termini. Con l’inflazione non si può più comprare niente. E’ un’esclamazione abbastanza comune nell’ultimo periodo. I maliziosi ritengono che sia il ritornello italiano dall’introduzione dell’euro in poi. In effetti, se l’indice inflazionistico è molto alto, i prezzi dei beni e dei servizi sono insostenibili.

L’inflazione, tecnicamente, è l’aumento generalizzato dei prezzi delle merci, ma può essere anche usato per indicare la diminuzione del potere d’acquisto dell’unità monetaria. Da quando esiste la moneta, esiste anche l’inflazione ma soltanto dagli anni Settanta in poi è diventato un fenomeno importante.

La deflazione invece si riferisce più in generale al PIL. Il termine indica una fase di contrazione della produzione e del reddito. I giornalisti usano il termine deflazione come sinonimo di recessione ma quest’ultimo termine indica una situazione già definita mentre la deflazione può essere anche un insieme di comportamenti.

Si parla invece di stagnazione quando la produzione del reddito nazionale non cresce e non scende. Se la situazione è temporanea può essere assimilata ai fenomeni di recessione e deflazione ma in genere indica periodi molto prolungati o prospettive future.