L’inflazione sta rallentando, a dirlo è l’OCSE che la definisce prossima al 2,5%. L’inflazione è un parametro da tenere sotto stretta osservazione perché – considerata stabile la situazione dei salari – riesce a dare un’idea del potere d’acquisto dei lavoratori. 

Se aumenta l’inflazione vuol dire che salgono i prezzi dei beni e dei servizi. Se i salari però non si adeguano all’inflazione, come si faceva un tempo con la famosa scala mobile, allora succede che i lavoratori perdono parecchia capacità d’acquisto.

Nell’area dell’OCSE la buona notizia di oggi è che l’inflazione sta frenando. I prezzi al consumo sono cresciuti del 2,5% su base annua e il dato raccolto ad aprile è sicuramente più ottimistico di quello raccolto a marzo quando l’inflazione era inchiodata al 2,7%.

L0andamento dei prezzi dell’energia ha subito una leggera battuta d’arresto passando dal 6,5% di marzo al 4,8 per cento di aprile. Una situazione del genere non si vedeva dall’agosto del 2010. Anche per gli alimentari si può fare un discorso analogo con un passaggio dal 3,5 al 3,1% anche se l’inflazione si è abbassata pochissimo.

L’inflazione frena su base annua un po’ da tutte le parti: nel Regno Unito ma soprattutto negli Stati Uniti, in Francia o in Giappone. Mentre la situazione resta stabile in Italia e in Germania.