In questi anni di crisi si sente spessissimo parlare di inflazione, ma pochi sanno effettivamente fornire una definizione esatta di cosa si intenda con il termine inflazione. In generale possiamo definire l’inflazione come un processo di prolungato, costante e generalizzato aumento del livello dei prezzi, tale da determinare una diminuzione del potere d’acquisto della moneta.

Tanti sono i fattori che possono portare a tale fenomeno di amento del prezzo di vendita del bene finale:

  • un aumento dei prezzi delle materie prime necessarie alla produzione di un certo bene;
  • un aumento del costo del lavoro;
  • un aumento notevole ed imprevisto della domanda di un certo bene, tale da essere superiore all’offerta;
  • situazione di monopolio di un produttore di un certo bene.

In generale, quando si calcola l’incremento medio dei prezzi ai fini dell’inflazione, si attribuisce un peso maggiore alle variazioni relative a beni e servizi per i quali i consumatori spendono di più rispetto a voci di spesa meno significative. Nel calcolo dell’inflazione si tiene conto di tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie (il cosiddetto paniere), quali generi di uso quotidiano, beni durevoli e servizi.

Un aumento generalizzato e diffuso dei prezzi di vendita di uno o più beni/servizi causa inevitabilmente una riduzione del potere d’acquisto della moneta. In parole povere il bene non cambia, ma viene modificato al rialzo il suo prezzo quindi con la stessa quantità di monete si acquistano meno beni: diminuisce il potere d’acquisto della moneta.