Aumenta l’inflazione nei paesi dell’Ocse. L’aumento dei prezzi di beni e servizi è trainato dagli incrementi dei costi dei carburanti e dei generi alimentari. Spieghiamo il funzionamento dell’organizzazione e dell’indice riportato.

Nell’area Ocse, a maggio 2011, c’è stato un aumento dell’inflazione: il dato è passato dal 2,7% al 3,2% su base annua.

La percentuale è la più alta dal 2008. Il tutto si lega allo scenario di crisi economica che pian piano sta sfumando.

Gli analisti spiegano che l’inflazione è trainata dall’aumento dei prezzi dei carburanti, cresciuti del 14% e dalla crescita dei prezzi alimentari, per i quali si registra un +3,9%.

Per capire un po’ meglio quanto sia importante l’avvertimento riportato, è bene conoscere un po’ meglio cos’è l’Ocse e di cosa di occupa ma anche approfondire il funzionamento dell’indice di inflazione.

Ocse è l’acronimo di Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e si occupa per l’appunto di effettuare degli studi di natura economica per i paesi che fanno parte dell’organizzazione e condividono quanto meno la struttura economica e governativa.

All’Ocse, infatti, possono aderire soltanto i paesi democratici che hanno un’economia di mercato, così da poter studiare, in modalità assembleare, delle soluzioni economiche valide per tutti. Attualmente fanno parte dell’Ocse 34 Stati.

Per quel che riguarda l’inflazione, nel “glossario” economico, possiamo sicuramente dire che è correlata con la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie.

Il legame dipende dal fatto che l’inflazione è l’indice che calcola l’aumento dei prezzi di beni e servizi che, com’è facile intuire, è inversamente proporzionale al potere d’acquisto.

L’indice è riferito ad un particolare periodo di tempo.