Un interessante articolo del Sole 24 Ore si concentra sull’industria della ricerca scientifica e tecnologica visto che da un lato ci sono le espressioni di solidarietà del mondo politico e dall’altro i tagli disposti dalla spending review

Lo hanno detto: il presidente della Repubblica, il presidente di Confindustria, gli economisti Quadrio Curzio e Onica, ma anche i ministri Passera e Profumo: la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica devono essere sostenute con forza dal mondo della politica e dal mondo economico.

Eppure, la dichiarazione d’intenti non si è tradotta in un programma operativo, anzi, all’interno della proposta di spending review, sono stati previsti dei tagli ai bilanci degli enti di ricerca.

Una mancata corrispondenza, quella tra la teoria e la pratica, che ha indisposto le lobby di numerosi enti che hanno inviato delle rimostranze al Governo. Il pericolo a questo punto sembra rientrato ma adesso tutti sono sul “chi va là”, in attesa di capire le vere intenzioni dell’Esecutivo.

Il Governo, a livello economico, cerca adesso di sfruttare le disponibilità finanziarie residue, dei fondi rotativi, istituiti nel 1982 per sostenere la ricerca industriale e l’innovazione tecnologica.

Con il cosiddetto Far, per esempio, il Miur può rilanciare due bandi di gara per lo sviluppo e il potenziamento dei comparti tecnologici nazionali localizzati al Centro Nord.