Per il calcolo dell’inflazione l’ISTAT fornisce periodicamente l’indice aggiornato dei prezzi al consumo che misura le variazioni nel tempo del paniere: i prezzi di un insieme di beni e servizi rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno. L’ISTAT produce tre diversi indici dei prezzi al consumo: per l’intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e l’indice armonizzato europeo (IPCA).

I tre indici si basano su un’unica rilevazione e sulla stessa metodologia di calcolo, condivisa a livello internazionale, ma hanno finalità diverse e mentre per l’IPCA il paniere è differente, NIC e FOI si basano sullo stesso insieme di beni e servizi ma su una popolazione differente in base ai consumi della quale viene attribuito un peso diverso ad ogni bene o servizio.

L’indice il NIC misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico, considerando l’Italia come se fosse un’unica grande famiglia di consumatori, all’interno della quale le abitudini di spesa sono ovviamente molto differenziate. Per gli organi di governo il NIC rappresenta il parametro di riferimento per la realizzazione delle politiche economiche. Quindi per il NIC la popolazione di riferimento è la popolazione presente sul territorio nazionale.

Nel paniere utilizzato dall’ISTAT per il calcolo degli indici 2017 rientrano 1.481 prodotti elementari, raggruppati in 920 prodotti, a loro volta raccolti in 405 aggregati. Tra le novità l’ingresso di 12 nuovi beni e servizi: i Preparati di carne da cuocere, i Preparati vegetariani e/o vegani, i Centrifugati di frutta e/o verdura al bar, la Birra artigianale, gli Smartwatch, i Dispositivi da polso per attività sportive, le Soundbar (barre amplificatrici di suoni), l’Action camera, le Cartucce a getto d’inchiostro, le Asciugatrici, le Centrifughe e i Servizi assicurativi connessi all’abitazione. Escono dal paniere le Videocamere tradizionali (sostituite dall’Action camera).

Fonte: ISTAT.