Per il calcolo dell’inflazione è necessario conoscere indice dei prezzi al consumo che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, il cosiddetto paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno. L’ISTAT produce tre diversi indici dei prezzi al consumo: per l’intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e l’indice armonizzato europeo (IPCA).

Tre indici che si basano su un’unica rilevazione e sulla stessa metodologia di calcolo, condivisa a livello internazionale. NIC e FOI si basano inoltre sullo stesso paniere, ma su una popolazione differente, avendo finalità diverse. Questo significa che il peso attribuito a ogni bene o servizio è diverso sulla base dell’importanza che questi rivestono nei consumi della popolazione di riferimento.

L’indice FOI si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente (extragricolo) e viene utilizzato per adeguare periodicamente i valori monetari come affitti, assegni di mantenimento e così via.

Per il FOI la popolazione di riferimento è dunque rappresentata dall’insieme delle famiglie residenti che fanno capo a un operaio o ad un impiegato.

Nel paniere 2017 rientrano 1.481 prodotti elementari, raggruppati in 920 prodotti, a loro volta raccolti in 405 aggregati. Tra le novità l’ingresso di 12 nuovi beni e servizi: i Preparati di carne da cuocere, i Preparati vegetariani e/o vegani, i Centrifugati di frutta e/o verdura al bar, la Birra artigianale, gli Smartwatch, i Dispositivi da polso per attività sportive, le Soundbar (barre amplificatrici di suoni), l’Action camera, le Cartucce a getto d’inchiostro, le Asciugatrici, le Centrifughe e i Servizi assicurativi connessi all’abitazione. Escono dal paniere le Videocamere tradizionali (sostituite dall’Action camera).

Fonte: ISTAT.