L’India, la terza più grande economia dell’Asia, crescerà quest’anno del 6,9%, il più basso livello di espansione dal 2009. E’ la nuova previsione del governo di New Delhi, che mette sotto pressione la banca centrale del Paese affinchè tagli i tassi di interesse (attualmente all’8,5%).

Secondo le stime snocciolate oggi dall’ufficio centrale di statistica, il Prodotto interno lordo (Pil) registrerà nell’esercizio che si chiuderà a marzo una espansione del 6,9%. La stima si confronta con un +8,4% registrato l’anno prima e un +7% atteso dagli analisti. A rallentare il ritmo sarebbe il settore manifatturiero, la cui crescita è prevista intorno al 4% contro il +7,6% dell’anno prima, e il settore minerario, che dovrebbe riportare una crescita addirittura negativa (-2,2%).

Già a dicembre il governo indiano aveva rivisto al ribasso le stime sul Pil, prevedendolo in aumento del 7,25-7,75% rispetto a una iniziale stima di un +9%. La crescita del subcontinente è iniziata a rallentare dopo che la Reserve Bank of India ha alzato i tassi di interesse per ben 13 volte a partire da marzo 2010 al fine di combattere l’inflazione, la più alta tra i Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina). Nell’ultima rilevazione, a dicembre, il tasso di inflazione in India è sceso ai minimi da due anni attestandosi al 7,5%.

In scia alle nuove previsioni sull’economia, la Borsa indiana ha invertito la rotta, imboccando la via dei ribassi. Sul finire della giornata l’indice BSE India Sensitive segna un calo dello 0,68%.