Un altro pezzo d’Italia che se ne va all’estero. Stiamo parlando di Indesit, storico marchio del made in Italy: Whirlpool ha infatti raggiunto un accordo con Fineldo – la holding della famiglia Merloni – per l’acquisto del 60,4% della ditta, a un prezzo di 758 milioni di euro (11 euro per azione). L’operazione si chiuderà entro fine anno, quando Indesit avrà una maggioranza americana. Al perfezionamento dell’intesa, la società statunitense lancerà un’Opa obbligatoria sulle restanti azioni Indesit.

Gian Oddone Merli, amministratore delegato di Fineldo, così ha commentato l’operazione: “L’accordo ha l’obiettivo di dotare Indesit di tutti gli strumenti per costruire un futuro solido e sostenibile. Whirlpool ha dimostrato di essere il partner giusto, in grado di esprimere una progettualità che premi il percorso di crescita e di attenzione alla qualità che ha sempre caratterizzato Indesit. I benefici che l’azienda italiana trarrà da questo investimento sono molteplici, non ultimo la possibilità di permettere al proprio know-how e ai propri prodotti di raggiungere una scala davvero globale”.

 Al di là delle belle parole, prosegue la fuga dei marchi italiani verso capitali esteri. Dal 2008 al 2012, ben 437 aziende del nostro Paese sono passate nelle mani di acquirenti esteri. Nelle casse nostrane sono entrati 55 miliardi euro. Il made in Italy fa gola a tutti. Tra gli esempi più illustri, citiamo KriziaPernigotti, Poltrona Frau, TelecomLoro Piana. Cinesi, spagnoli e turchi si spartiscono il bottino, lasciando le briciole al nostro prodotto interno lordo.