L’approvazione del Jobs Act porta a cascata la modifica degli ammortizzatori sociali che sta avvenendo ad opera del governo Renzi attraverso i decreti delegati. Uno dei temi trattati è ovviamente quello delle indennità di disoccupazione. Fino alla fine di aprile, chi perde il lavoro avrà diritto a chiedere – per una durata compresa tra i 10 ed i 16 mesi – l’Aspi o la mini Aspi. La prima spetta a chi ha un’anzianità contributiva di almeno due anni ed almeno un anno di contributi versati, la seconda va a chi ha maturato almeno 13 settimane di contributi nei 12 mesi precedenti. In entrambi i casi l’indennità percepita dipende dalla retribuzione media mensile degli ultimi due anni – nel 2015 il limite è di 1.195,37 euro al mese.

Dal primo maggio chi si trova in uno stato di disoccupazione involontaria potrà chiedere il nuovo sussidio universale, che si chiamerà Naspi. Per chiedere tale sussidio sarà necessario avere avuto almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi quattro anni e trenta giorni di lavoro negli ultimi 12 mesi. Si avrà diritto a percepire tale indennità per la metà del tempo lavorato (per cui se avete lavorato ininterrottamente negli ultimi 4 anni avrete diritto a 24 mesi di Naspi). Questo massimo di due anni è destinato a scendere a 18 mesi dal primo gennaio 2017.

Quanti soldi si potranno percepire? La Naspi sarà pari al 75% dello stipendio – con un massimo di 1.300 euro al mese. Il suo importo dovrebbe però calare del 3% al mese dal 4° mese. Questo sussidio universale dovrebbe in futuro riguardare anche gli 1,2-1,2 milioni di precari che non hanno avuto accesso alle precedenti forme di indennità di disoccupazione. Per ora però i collaboratori (anche a progetto) che perdono il lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015 avranno diritto alla Dis-Coll, un nuovo sussidio sperimentale pari al 75% del reddito mensile fino a un massimo di 1.300 euro. Il Jobs act ha invece cancellato l’una tantum per i Cocopro che era nata con la famigerata legge Fornero. Con la Naspi bisogna poi aggiungere che i percettori dell’indennità potranno continuare a ricevere tale contributo solo se ricercano un nuovo impiego, e partecipano a corsi di formazione e riqualificazione.