Un’indagine del Crif ha dimostrato che le famiglie sono molto più caute che in passato nella richiesta di finanziamenti e mutui e le banche, da parte loro, concedono credito soltanto ad una clientela molto selezionata. Ma è cambiato qualcosa anche sul versante “indebitamento”.

Le famiglie italiane, quando possono scegliere di dare un taglio ai consumi, la prima cosa che eliminano è la voglia di mettersi un tetto sulla testa. Se proprio devono investire i risparmi, adesso la casa non è più in cima alle aspirazioni di tanti mutuatari.

L’acquisto della casa e delle cose per la casa, se vogliamo essere più precisi. Tradizionalmente si chiedono dei finanziamenti per comprare arredamenti, elettrodomestici, servizi per la casa. Per tutti questi ambiti l’Istat parla di contrazione della spesa.

Secondo l’Agenzia del Territorio, siamo di nuovo di fronte ad una situazione molto critica in cui la compravendita d’immobili con mutui ipotecari è in calo. L’ultimo rapporto disponibile spiega che il saldo negativo tracciato alla fine del 2011, si è aggravato per i primi mesi del 2012.

Per esempio, per quanto riguarda il credito al consumo, si può rilevare che l’ultimo trimestre del 2011 si è chiuso con una riduzione del 2,2% delle richieste che è diventata poi una riduzione dell’11 per cento nel primo trimestre del 2012.