Parlare di inclusione finanziaria e inclusione digitale significa, in poche parole, parlare delle opportunità che i consumatori hanno di accedere liberamente e senza limitazioni e discriminazioni agli strumenti finanziari formali (banche, etc) e mondo digitale.

Secondo una recente indagine condotta da MasterCard su un campione di oltre 10.000 intervistati (tra cui 1.000 nostri connazionali), gli italiani sono tra i più ottimisti in Europa circa il livello di inclusione attualmente esistente nel Vecchio Continente: il 42% considera l’Europa come il luogo più inclusivo al mondo dal punto di vista finanziario e il 50% la considera tale da quello digitale. La percezione, tuttavia, cambia quando il discorso si sposta proprio sull’Italia: solo il 32% degli italiani percepisce un livello alto di inclusione finanziaria e il 27% un livello alto di inclusione digitale, mentre circa il 50% ritiene che i livelli attuali di inclusione siano medi e si possa ancora migliorare.

Inoltre, esiste una percezione di disparità tra i generi, la grande maggioranza degli europei (83%), infatti, sostiene che gli uomini godano di una maggiore inclusione finanziaria e digitale rispetto alle donne. L’88% afferma inoltre che pari opportunità in termini di accesso a prodotti finanziari e digitali, a prescindere dal genere, sono fondamentali per creare una società aperta ed inclusiva, ma solo il 66% dichiara di potervi accedere. In Italia, invece, ben il 57% delle donne e il 67% degli uomini dichiara di aver accesso a prodotti e servizi finanziari e digitali.

L’inclusione finanziaria, digitale e di genere, sono strettamente connesse. Questi elementi si muovono di pari passo e sono fondamentali per vivere appieno la propria vita, in libertà e giustizia e gli europei concordano su questa visione“, ha commentato Ann Cairns, President International Markets di MasterCard. “Sebbene l’Europa sia uno dei paesi più sviluppati al mondo, è chiaro che c’è ancora molto lavoro da fare per superare questo gap, come confermano anche i nostri dati, che rivelano che molti europei si considerano ancora esclusi dalla società“.

Tra gli altri punti focali toccati dall’indagine:

  • Per il 91% degli italiani l’educazione è fondamentale per poter affermare di essere un paese ed una società aperta ed inclusiva
  • L’84% degli italiani considera fondamentale l’accesso alle tecnologie di ultima generazione e il 63% l’accesso ai servizi e prodotti finanziari
  • Responsabilità per agevolare il passaggio verso un’inclusione finanziaria e digitale universale: il 67% degli italiani dichiara che il governo nazionale ha il dovere di favorire l’inclusione, seguito dalle banche (60%), dalle amministrazioni locali (26%) e dalle società di servizi finanziari (21%)

Un mandato UE stabilisce che ogni cittadino disponga di un conto corrente e la Banca Mondiale insieme al G20 si sono posti l’obiettivo di arrivare ad un’inclusione finanziaria universale entro il 2020“, conclude Cairns. “Se si considera che solo un quarto degli europei ritiene che l’Europa sia uno dei paesi più inclusivi dal punto di vista finanziario e digitale al mondo, e che l’esclusione dovuta al genere rimane ancora un problema da risolvere, allora, promuovere l’inclusione in tutti i paesi del mondo deve restare una priorità. Solo così potremmo arrivare ad una società davvero aperta ed inclusiva“.