A pochi giorni dalla richiesta di rinvio a giudizio per manipolazione del mercato contro sette dirigenti delle agenzie di rating Standard & Poor’s e Fitch, formulata dalla Procura di Trani, gli accusati partono al contrattacco. Da parte di Standard & Poor’s, di cui è indagato l’ex presidente Deven Sharma insieme ad altri quattro manager, fanno sapere in una nota che ritengono infondate le accuse e che continueranno a svolgere il proprio compito senza timori o favoritismi. E’ invece molto più marcata la reazione di Fitch. Di quest’agenzia sono indagati il capo della sezione rating sovrani, David Michael Willmoth Riley, e il senior director della divisione italiana, Alessandro Setterman. Un comunicato , ribadendo che l’agenzia respinge ogni ipotesi di condotta errata, definisce la richiesta della Procura come una mossa senza precedenti e priva di fondamento. Fitch sospenderà tutte le conferenze in Italia e rifiuterà di rispondere ad investitori o giornalisti. L’agenzia americana inoltre rende noto che dovrà rivalutare il futuro delle operazioni in Italia, se non riceverà adeguate assicurazioni che non si ripeteranno “incidenti” di questo tipo.

La Procura sostiene che le due agenzie hanno violato le regole rivelando ripetutamente un imminente declassamento del rating del debito sovrano dell’Italia, abusando di informazioni privilegiate. I magistrati accusano i dirigenti di S&P di aver intenzionalmente fornito ai mercati informazioni tendenziose e distorte sull’affidabilità creditizia italiana; ai manager di Fitch viene invece imputato di aver divulgato a mercati aperti informazioni riservate idonee a provocare alterazioni di prezzo.

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