Il peggioramento degli indicatori congiunturali per l’Eurozona e, in particolare, la difficile situazione spagnola, richiedono un posizionamento più cauto. Lo scrive il responsabile strategie di investimento di Swisscanto, Thomas Härter, nel loro investment update di maggio che riportiamo di seguito. 

La crisi del debito europea è tornata ad essere un tema centrale sui mercati

L’attenzione degli operatori di mercato è rivolta soprattutto alla Spagna, la cui situazione è peggiorata in seguito al recente declassamento di rating operato da Standard & Poor’s. A preoccupare è il sistema bancario spagnolo, attualmente sottocapitalizzato a causa della crisi immobiliare. Secondo le nostre stime, tuttavia, la BCE dovrebbe riprendere ad operare acquisti di sostegno solo quando il tasso d’interesse dei titoli di Stato spagnoli a 10 anni supererà il 7 percento. A influire sui mercati potrebbe essere anche l’esito del ballottaggio delle presidenziali in Francia. Riduciamo pertanto la ponderazione azionaria in Europa.

Nel segmento delle obbligazioni societarie, le valutazioni rimangono piuttosto interessanti anche nella fascia high-yield, tuttavia si registra un lieve peggioramento complessivo della qualità degli emittenti. Inoltre anche alcuni fattori tecnici, quali il numero delle nuove emissioni o la liquidità sul mercato, appaiono meno favorevoli, inducendoci ad assumere una posizione leggermente più difensiva e a realizzare parte delle plusvalenze. Relativamente ai titoli di Stato, confermiamo una netta sottoponderazione dei titoli spagnoli e italiani. Nei portafogli obbligazioni denominati in EUR, GBP, USD e CHF puntiamo su una duration leggermente più breve.

A trattenerci da una riduzione ancora maggiore dei rischi complessivi sono soprattutto le valutazioni interessanti dei mercati azionari europei. Molte delle notizie negative attese dovrebbero già essere scontate nei corsi dei titoli. Inoltre, dalle revisioni degli utili è emersa una tendenza ancora positiva. Prediligiamo i titoli value rispetto ai titoli growth. Anche se la quota azionaria dell’Eurozona viene ridotta, insieme agli USA e ai mercati emergenti rimane sovraponderata. A livello settoriale, prediligiamo fra gli altri i settori beni alimentari e voluttuari, sanità, banche, software ed energia, mentre sottoponderiamo assicurazioni, telecomunicazioni e utility.

Non si registrano variazioni di rilievo nella strategia valutaria. Manteniamo pertanto la sovraponderazione di USD e NOK rispetto a CHF. La valuta americana è sottovalutata e beneficia della fuga verso i beni rifugio, una situazione che perdurerà fintanto che la Banca nazionale svizzera manterrà il limite inferiore del cambio dell’EUR a CHF 1,20. La NOK dovrebbe apprezzarsi in caso di ulteriore incremento dei prezzi del petrolio.