Il decreto Sblocca Italia porta con se delle novità anche in materia edilizia… Sempre che la bozza approvata dal governo Renzi non venga modificata prima o durante il suo iter parlamentare. L’intenzione dell’esecutivo sarebbe quella di equiparare la manutenzione straordinaria a quella ordinaria. L’abbattimento di un muro verrà considerata alla stregua della riparazione per un tubo che perde… Basterà fare una Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila) – sempre che non si modifichi i volumi dell’immobile o la sua destinazione d’uso.

Resta da capire cosa succederà in alcuni casi. Uno dei più rilevanti riguarda l’autorizzazione del genio civile nei casi in cui si intende intervenire su elementi portanti degli immobili. Probabilmente la responsabilità per questo genere di interventi verrà scaricata sulla relazione del perito che dovrebbe completare la comunicazione (nello scrivere non posso fare a meno di essere un po’ scettico e preoccupato).

Sui frazionamenti ed accorpamenti di unità immobiliari, la normativa prevedeva finora una Denuncia di inizio attività (Dia), se non un vero e proprio permesso di costruzione, mentre d’ora in poi verranno classificati come manutenzione straordinaria, e richiederanno solo una Segnalazione certificata di inizio attività (Scia). E quindi potranno partire subito senza dover attendere alcun periodo di verifica.

Il decreto prevede anche la possibilità per i comuni di introdurre una maggiore differenziazione degli oneri tra nuove costruzioni e ristrutturazioni. L’idea probabilmente è quella di spingere gli enti locali a rendere più conveniente la riqualificazione di immobili.

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