Una nuova protesta divampa nel Sulcis, in Sardegna, dove si registra già l’agitazione dei lavoratori dell’Alcoa. Nella notte tra domenica e lunedì i minatori della Carbosulcis hanno occupato la miniera di Nuraxi Figus, a Gonnesa, scendendo a 373 metri di profondità per convincere il Governo a sbloccare il progetto di rilancio della miniera con la produzione di energia pulita dal carbone attraverso la cattura e lo stoccaggio di co2 nel sottosuolo.

La richiesta al Governo

L’Unione sarda ha riportato che l’accesso ai pozzi è stato bloccato da cumuli di carbone e mezzi meccanici. I lavoratori, il cui obiettivo è quello di indurre l’esecutivo nazionale a dare il via libera al progetto integrato carbone-miniera-centrale elettrica, hanno chiesto un intervento rapido dei rappresentanti istituzionali perché si fissi un incontro con i leader dei partiti che appoggiano il governo Monti (Alfano, Bersani e Casini). Venerdì prossimo, 31 agosto, la Regione insieme ai sindacati incontrerà il governo per discutere le crisi di Alcoa, Eurallumina, Portovesme srl e Carbosulcis.

La protesta dei minatori della Carbosulcis segue quella dei lavoratori di Alcoa, che la scorsa settimana avevano bloccato il porto di Cagliari, impedendo l’attracco del traghetto della Tirrenia proveniente da Civitavecchia per protestare contro la chiusura del sito del Sulcis annunciata per i primi di settembre.