La solita analisi impietosa della Cgia di Mestre  indica che la pressione fiscale sugli immobili sarà nel 2014 pari a 52 miliardi di euro. Corrisponde ad un aumento di 2,9 miliardi rispetto all’anno passato, mentre se si prende come punto di confronto il 2008 l’aumento è di 10 miliardi.

Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi sintetizza l’andamento della tassazione sulla casa così: “In questi ultimi otto anni il prelievo legato alla redditività degli immobili è rimasto pressoché uguale quello riferito ai trasferimenti di proprietà è addirittura sceso del 23%“. L’aumento della tassazione è determinato tutto dall’impennata del “gettito riconducibile al possesso dell’immobile“, “dal 2007 ad oggi è cresciuto del 78%. Tra l’Imu, la Tasi e il nuovo prelievo sui rifiuti, quest’anno pagheremo quasi 31 miliardi di euro“.

E questa voce “incide sul prelievo totale per quasi il 60%”. Buona parte del maggior prelievo relativo all’anno in corso sarà dovuto “all’introduzione della Tasi che appesantirà il prelievo fiscale soprattutto sui proprietari di seconde e terze case e su quelli che possiedono un immobile ad uso produttivo“.

Andando nello specifico, negli ultimi 8 anni il prelievo legato alla tassa sui rifiuti segna un +66% - è passata da 4,6 a 7,6 miliardi -, mentre l’imposta che grava sugli immobili – ovvero l’Ici e poi l’Imu – è cresciuta del 53% – da 12,7 a 19,5 miliardi (nel 2014). In percentuale la crescita maggiore riguarda le successioni/donazioni: il segno più è del 390% – dai 106 milioni del 2007 ai 520 del 2014.

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